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3 consigli per evitare che le tue newsletter finiscano nello spam di Gmail

Evitare che le tue newsletter finiscano nello spam o nella tab promozioni di GMail non è così scontato. Spesso si pensa che dipenda solamente da alcuni termini che vengono inseriti all’interno del testo dell’e-mail e che questi siano gli unici responsabili della categorizzazIone dell’e-mail come spam, ma in realtà il motivo per cui una e-mail è ritenuta non idonea ad essere inserita nell’inbox di Gmail è più complesso ed in questo articolo cercheremo di spiegartelo prima di darti alcuni consigli utili affinché le tue newsletter siano libere dallo spam.

 

Sappiamo bene che Gmail e tutti i principali servizi di posta elettronica inseriscono nello spam tutti i messaggi pubblicitari non richiesti, oppure le mail rischiose o dannose per evitare di intasare le nostre caselle di posta elettronica di messaggi non richiesti o dannosi. Ma di fatto come fa Gmail a riconoscere un messaggio di questo tipo da una normale mail?

 

I consigli che seguono derivano dall’esperienza che Kaleidoc ha costruito in oltre 12 anni di attività, inviando per conto dei propri clienti milioni di e-mail tramite diverse piattaforme (mailchimp, mailup, ecc.). Come professionisti sviluppiamo infatti DEM e newsletter in HTML e CSS, compatibili con i principali dispositivi e client.

 

Come funziona lo spam di Gmail

 

All’interno di tutti i principali client di posta elettronica, esistono dei filtri anti-spam che talvolta, come nel caso di Gmail, filtrano le e-mail in diverse Tab smistando di fatto la posta in entrata in diversi gruppi come “Promozioni”, “Social” oppure Spam. Facendo un passo indietro, la parola spam oggi non indica solo i messaggi di posta elettronica minacciosi o con scopi malevoli. Il termine spam si è sicuramente evoluto con l’evolversi dei sistemi di comunicazione digitale. 

 

In un ecosistema digitale complesso in cui ognuno di noi riceve centinaia di messaggi  e notifiche ogni giorno da parte di siti web, app, social network, aziende a cui abbiamo dato il consenso ad inviarci messaggi promozionali è più che normale che i client di posta elettronica debbano riconoscere quali siano i messaggi di bassa qualità, inviati in maniera massiva, dalle normali e-mail di lavoro o transazionali.

 

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La tab Promozioni di GMail

 

 

Nello specifico Gmail ha potenziato i suoi filtri anti-spam con grazie a TensorFlow, un framework di machine learning che permette al sistema di imparare giorno dopo giorno a filtrare meglio la posta indesiderata basandosi sui dati raccolti in precedenza. Per questo motivo, come vedremo, non basta più ragionare solamente sui termini usati all’interno della tua newsletter per evitare di finire nella cartella Promozioni o peggio nello spam. 

 

I consigli per evitare lo spam di Gmail

Partendo dal presupposto che serva sempre eseguire alcuni (e spesso numerosi) test per essere sicuri al 100% di essere inseriti nell’inbox principale, vogliamo darti alcuni consigli per provare ad evitare lo spam di Gmail.

 

Usa un linguaggio naturale

Il primo consiglio è quello di cambiare il modo in cui scrivi le newsletter, cercando di usare il linguaggio più naturale possibile, come se stessi inviando quello stesso messaggio ad un collega o ad una persona che conosci da tempo. Analizzando le e-mail che ricevi ed invii tutti i giorni puoi comprendere quale tipo di linguaggio utilizzare. Sicuramente ci sono alcuni punti fermi su cui puoi iniziare a ragionare fin da subito perché le e-mail che tutti noi inviamo quotidianamente hanno alcune caratteristiche comuni:

 

  • Tono di voce colloquiale

Se stai scrivendo ad un tuo conoscente, collega o amico di vecchia data utilizzerai un tono di voce colloquiale, soprattutto nelle primissime righe del tuo messaggio. 

 

 

  • Periodi brevi

Non utilizzare strutture sintattiche complesse, è meglio scrivere frasi semplici e brevi, in questo modo il tuo testo sarà chiaro e naturale.

 

 

  • Struttura della e-mail

I messaggi di posta elettronica troppo strutturati vengono subito riconosciuti dai filtri anti-spam: è ovvio che quando scrivi una e-mail personale non utilizzi una struttura troppo complessa e un design ricercato. Ti consigliamo di condensare le informazioni in pochi paragrafi e di evitare di frammentare troppo la tua newsletter.

 

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Evita alcune parole

Ovviamente alcuni termini rappresentano un campanello di allarme per qualsiasi filtro anti-spam. Nel caso di una newsletter aziendale le parole da evitare sono spesso legate al contesto commerciale o promozionale, qui di seguito ti lasciamo un breve elenco delle principali a scopo esemplificativo:

 

Compra, acquista subito, gratis, gratuito, saldo, sconto, scontistica, promozione, solo per oggi, disponibile per poco, regalo per te, omaggio, offerta, tempo limitato, urgente, fallo ora, tariffa esclusiva, credito, debito, scontatissimo, imperdibile, vai al link, clicca qui e molti altri…

 

Testa le e-mail prima dell’invio

Quest’ultimo consiglio è sicuramente quello più importante: se vuoi avere la certezza (o quasi) che la tua newsletter non finisca nello spam dovrai avviare una procedura di testing. I principali software di e-mail marketing permettono di inviare un numero sufficiente di e-mail di test, ma alcuni di questi hanno comunque un limite di giornaliero che non dovrai aspettare, quindi testa il tutto con qualche giorno di anticipo.

 

Suddividi la tua mail in brevi sezioni testabili, iniziando dall’oggetto della e-mail dovrai inviare un test mail per assicurarti che all’interno di quel singolo blocco non ci siano elementi, frasi o immagini che facciano finire la tua e-mail nella Tab Promozioni o nello spam. Ogni volta che risolverai un blocco, potrai passare a quello successivo fino a quando non avrai testato l’intera e-mail e sarai sicuro al 100% che la tua e-mail sia libera dallo spam.

 

Conclusioni

Vorremmo concludere questo articolo facendo un passo indietro per contestualizzare l’utilità di questa procedura. Non sempre è utile che essere certi che le newsletter o le e-mail commerciali non finiscano nella tab “Promozioni”, è ovvio che per quanto sia possibile destrutturare un testo di una e-mail commerciale questo non avrà mai un linguaggio naturale al 100%. L’ultimo consiglio che ci sentiamo di darti è questo: a volte è utile utilizzare questa procedura per alcune e-mail molto importanti che devono arrivare ad un segmento di pubblico molto vicino all’azienda, ad esempio i partner oppure i clienti più affezionati. È invece controproducente applicare questo tipo di ragionamento a tutte le newsletter o le DEM che l’azienda invia nel corso dell’anno. Ti sei reso conto che ti serve implementare la strategia di E-Mail Marketing? Puoi scriverci al nostro form, saremo felici di fornirti il nostro supporto.

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