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Quale CMS scegliere per il tuo e-commerce?

L’importanza della scelta del CMS è spesso sottovalutata, ma è proprio grazie a questi ultimi se il nostro sito dotato di e-commerce funziona al meglio, integrando tutte le funzionalità necessarie ad essere performante.

È fondamentale prima di tutto definire il termine CMS, acronimo di Content Management System: una piattaforma che serve per gestire contenuti di vario tipo per il web: implementare, organizzare, monitorare tutto l’insieme di informazioni che compongono un sito web, un portale o un e-commerce.

 

Se abbiamo intenzione di sviluppare un e-commerce sarà  importante valutare il CMS in base a questo obiettivo,  in quanto la creazione e gestione di un negozio virtuale richiede necessariamente l’uso di un CMS generalista dotato di appositi plugin, oppure specializzato per il commercio elettronico; può essere open source, disponibile su licenza a pagamento oppure sviluppato in modo custom. L’importante è avere una piattaforma di gestione contenuti che supporti le transazioni di compravendita, che faccia da base e infrastruttura al nostro e-commerce.

 

 

Ad oggi quindi l’utilizzo di un CMS per lo sviluppo di un e-commerce, o più in generale per lo sviluppo e la gestione un interno sito web è fondamentale, dunque, è superfluo ormai parlare dei vantaggi dell’utilizzo di un CMS, bensì ha più senso parlare di quale software gestionale sia meglio adottare per ogni specifico progetto. Poiché a scelta è ampia, quasi confusionaria per i non addetti ai lavori – siamo in un ambito in cui non esistono opzioni totalmente giuste o totalmente sbagliate – non esiste il prodotto assolutamente buono e quello assolutamente cattivo, il budget equo e il budget esagerato; ogni casistica va studiata come unica.

 

 

Il miglior CMS per e-commerce è quello che meglio si adatta al contesto e al progetto dell’investitore che vuole entrare nel mondo delle vendite online. Dare un consiglio univoco sarebbe non solo pretenzioso, ma sicuramente parziale se non dannoso.

 

 

I CMS “generalisti”: WordPress+WooCommerce

WordPress, utilizzato in oltre il 40% dei siti di tutto il mondo, è il CMS open source leader di mercato e grazie ai suoi numerosi plug-in si può considerare un sistema completo o comunque completabile e modificabile a piacimento.  Alla base della creazione di un e-commerce con WordPress vi è WooCommerce: un’estensione gratuita di quest’ultimo, utilizzata per la creazione di un numero altissimo di negozi virtuali.

 

 

Il livello di difficoltà globale nell’utilizzo di questo ecosistema per sviluppare e-commerce va dal medio al medio-alto, in base a quanto si vuol “piegare” ad esigenze particolari e insolite. Non siamo di fronte a un CMS chiavi in mano, pronto all’uso e facilissimo da imparare ad usare. Quando si sceglie WordPress+Woocommerce, entrano in gioco questioni come l’hosting e la sua gestione; la scelta, installazione e aggiornamento dei plugin; l’apparato normativo e legale, la privacy, lasciate completamente alla responsabilità del titolare dell’attività. Siamo molto lontani da un sistema “click & go”, bisogna lavorare un bel po’ prima di cominciare a vendere.

La flessibilità e la possibilità di personalizzare quasi totalmente il proprio sito web sono sicuramente dei punti di forza che conferiscono al sito web tutta una serie di evoluzioni tecniche, che possono essere realizzate con tempi e costi tendenzialmente contenuti; questi fattori garantiscono un alto livello di professionalità percepita dal fruitore e riducono la sensazione di “prodotto standard”.

La flessibilità è però anche causa di uno dei difetti che vengono maggiormente criticati a WordPress e Woocommerce: la variabilità, la frequente necessità di effettuare aggiornamenti di sistema, il fatto che ci siano dei brevi periodi in cui un plugin utilizzato presenti qualche problemino. In poche parole, vi è una maggiore instabilità “percepita” (che non necessariamente corrisponde a un’instabilità reale) soprattutto da chi è abituato a piattaforme soggette a un processo di obsolescenza molto lento.

 

 

Un altro punto a cui fare attenzione è la valutazione dei costi ricorrenti. L’utilizzo di alcuni plugin molto potenti, in grado di modificare pesantemente le caratteristiche del sistema e renderlo adatto potenzialmente a qualsiasi utilizzo, comportano spesso il pagamento di licenze annuali nell’ordine di qualche centinaio di euro. A monte c’è un enorme risparmio sui costi di sviluppo e sui tempi di attesa, che però vengono compensati sul medio periodo. E qui, la scelta è di chi fa l’investimento.

 

 

WordPress + Woocommerce restano dunque un’ottima soluzione per l’entry level e per le start-up; una buonissima soluzione per operazioni che hanno carattere temporaneo e per progetti che devono avere spazio di crescita e di evoluzione, perché in questo ecosistema è possibile creare, fare test, cambiare idea e rivoluzionare (quasi) tutto, senza perderci troppo tempo e risorse (i costi sono infatti molto contenuti rispetto ad altre soluzioni). Allo stesso tempo è un’ottima soluzione per imprese “tradizionali” che richiedono soluzioni stabili e vogliono poter avere accesso ad un supporto senza dover cercare sviluppatori dalla disponibilità e costi magari inaccessibili.

 

 

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Il back-end di WordPress

 

 

I CMS “specializzati”: Magento e Prestashop

Entriamo nell’ambito dei CMS specializzati per l’e-commerce. Livello di difficoltà, dal medio di Prestashop all’alto di Magento. La diffusione di queste piattaforme è minore in percentuale, ma il loro uso nell’ambito di business basati quasi completamente sul commercio online è assolutamente diffuso e consolidato.

 

 

Usando piattaforme specifiche per l’e-commerce, alcuni clienti si trovano maggiormente a proprio agio perché la stabilità “percepita” è maggiore rispetto a Woocommerce. E di fatto questi CMS sono consigliabili per chi ha un giro di vendite importante e strutturato, e quindi ha bisogno di concentrarsi più sul commercio e sulla logistica che non su possibili evoluzioni e innovazioni di piattaforma. Soprattutto Magento è studiato per avere una forte scalabilità sulla dimensione quantitativa, ossia gestire tantissimi acquirenti, migliaia di prodotti e transazioni continue.

Il contro è la flessibilità, che si può comunque avere, ma a prezzi spesso non economici e in tempi più impattanti. Chi passa da un CMS dedicato per l’e-commerce a Woocommerce, in genere, è contento perché riesce ad avere più facilmente alcune personalizzazioni ma non si è sempre entusiasti a livello della percezione di solidità del sistema.

 

 

I costi ricorrenti sono da tenere in considerazione anche in questo caso, poiché possono diventare parecchio elevati se non si sceglie cautamente fin dall’inizio (si parla di migliaia di euro di piattaforma rispetto ai centinaia di euro di WordPress per template e plugin).

 

 

In conclusione, Prestashop e Magento sono adatti a chi ha un’idea molto precisa su dove sta andando, uno scenario stabile e prevedibile supportato da dati storici; a chi vive di commercio elettronico, e quindi vende tantissima merce tutti i giorni e dunque a chi ha già ritorni che possono motivare costi di sviluppo e di manutenzione più importanti.

 

 

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Il back-end di Magento

 

I CMS “gestiti”: Shopify e Squarespace Commerce

Si tratta di piattaforme preinstallate in cloud dedicati, pre-sviluppate con delle librerie di temi grafici e plugin che consentono qualche personalizzazione in ambiente non solo “no-code”, ma anche fortemente semplificato e intuitivo.

 

 

È l’unico tipo di scelta consigliabile per chi non ha formazione tecnica specifica, non ha esperienza di business online, non ha grande budget e vorrebbe poter fare le “prove di e-commerce” in tempi record. Scelta assolutamente legittima e giustificabile in alcuni casi, e soprattutto quando si vuol prendere coscienza e acquisire sicurezza in un ambito nuovo come il digitale.

 

 

La parola d’ordine per questo tipo di software è quindi semplicità; la facilità e l’intuitività di utilizzo di questi gestionali è a portata di tutti e considerando che Shopify è uno strumento davvero potente per la gestione delle operazioni di vendita online, non può che essere una soluzione perfetta per chi si trova alle prime armi. Detto ciò una certa manualità va costruita ed appresa anche su piattaforme come Shopify, che di fatto è un CMS proprietario (rispetto alla modalità Open Source di WordPress).

 

 

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Il back-end di Shopify

 

 

Queste soluzioni tendenzialmente non sono soggette a grandi problemi tecnici e sono sempre aggiornate e con librerie di funzioni che si evolvono nel tempo. Hanno un’assistenza online 24/7 molto efficiente e risolutiva. In tutto questo, le fee annuali o mensili, pur non essendo super economiche sono facilmente ammortizzabili anche da un singolo o da una microimpresa.

 

 

Il contro è la possibilità di personalizzazione: non si va fuori da quanto previsto nelle librerie di plugin ufficiali e nessun developer o agenzia potrà aggirare i limiti imposti dalla piattaforma stessa.

 

 

Questa soluzione è consigliata a chi vuol testare l’e-commerce ma senza sostenere investimenti oltre una certa soglia. Nel caso in cui l’esperimento soddisfi le aspettative iniziali e i risultati sono promettenti, bisogna mettere in conto di investire di più e passare ad altri CMS dopo il periodo di “rodaggio”. In caso contrario, se l’esperimento non soddisfa, la perdita è minima.

 

 

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In conclusione, non è possibile definire una soluzione migliore delle altre, tutto dipende dal progetto che si vuole sviluppare, dal budget e dagli obiettivi.

 

Speriamo che questo contenuto ti sia stato d’aiuto; se hai necessità di una consulenza o di servizi specializzati per lo sviluppo del tuo e-commerce puoi metterti in contatto con puoi scriverci attraverso il nostro form contatti oppure scrivendo una e-mail a hello@kaleidoc.com

 

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